PRIMA ORAZIONE.
O Gesù Cristo, eterna dolcezza di coloro che ti amano, giubilo che sorpassa ogni gioia e ogni desiderio, salvezza e innamorato dei peccatori, tu che hai detto: “Le mie delizie sono con i figli degli uomini”, fatto uomo per la salvezza dell’uomo nella pienezza dei tempi: ricordati di ogni intimo dolore, che hai sopportato nel corpo umano, quando era prossimo il tempo della tua Passione salvatrice stabilito nel cuore divino.
Ricordati della tristezza e dell’amarezza, che avesti nell’anima, come hai detto tu stesso, quando nell’Ultima Cena desti ai tuoi discepoli il tuo Corpo e Sangue, lavasti i loro piedi, e dolcemente consolandoli predicesti la tua imminente Passione.
Ricordati di ogni timore, angustia e dolore, che sopportasti nel tuo corpo delicato, prima della tua Passione di Croce, quando dopo la triplice preghiera e il sudore di sangue fosti tradito da Giuda tuo discepolo, catturato dal popolo eletto, accusato da falsi testimoni, giudicato ingiustamente da tre giudici, nella città santa, nel tempo Pasquale, nella fiorente giovinezza del corpo condannato innocentemente, spogliato della tua veste, e vestito di vesti altrui, schiaffeggiato, bendato negli occhi e nel volto, colpito da schiaffi, legato alla colonna, flagellato, coronato di spine, colpito nel capo con la canna, e lacerato da innumerevoli altre calunnie.
Ti prego, Signore Dio, per la memoria di queste cose precedenti alla tua Passione di Croce, concedimi prima della mia morte vera contrizione, pura confessione e degna penitenza, e la remissione di tutti i miei peccati. Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
SECONDA ORAZIONE.
O Gesù, creatore del mondo, che nessun metro misura con vero confine, che racchiudi la terra nel palmo, ricordati dell’amarissimo dolore, che sopportasti, quando i Giudei dapprima attaccarono le tue santissime mani alla croce battendo i chiodi, e poiché non eri conveniente alla loro volontà, perforando i tuoi delicatissimi piedi aggiunsero dolore sopra dolore alle tue ferite, e così crudelmente ti lacerarono, e ti estesero in lungo e in largo della tua croce, perché si rompesse la compagine delle tue membra.
Ti prego, per la memoria del dolore in croce in tal misura santissimo e amarissimo, che tu mi doni il tuo timore ed amore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
TERZA ORAZIONE.
O Gesù, celeste medico, ricordati della stanchezza, dei lividi, e del dolore, che sollevato nell’alto patibolo della Croce, hai patito in tutte le tue membra lacerate, delle quali nessuna rimase nel suo corretto stato, così che nessun dolore fosse trovato simile al tuo dolore, poiché dalla pianta del piede sino alla sommità del capo in te non ci fu buona salute, e tuttavia immemore di tutti i dolori, pregasti piamente il Padre per i nemici, dicendo: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.
Per questa misericordia, e per il ricordo di quel dolore, concedi che questa memoria della tua amarissima Passione sia piena remissione di tutti i miei peccati. Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
QUARTA ORAZIONE.
O Gesù, vera libertà degli Angeli, Paradiso di delizie, ricordati del dolore e dell’orrore, che sopportasti, quando tutti i tuoi nemici come leoni ferocissimi ti circondarono e ti molestarono con schiaffi, sputi, graffi, e altre pene inaudite.
Per queste pene, e per tutte le oltraggiose parole, e i durissimi tormenti, con i quali tutti i nemici percossero te Signore Gesù Cristo, ti prego affinché mi liberi da tutti i miei nemici visibili, e mi doni di giungere al compimento della salvezza eterna sotto l’ombra delle tue ali. Amen
Padre nostro, Ave Maria.
QUINTA ORAZIONE.
O Gesù, specchio di carità eterna, ricordati di quel dolore che avesti quando nello specchio della tua serenissima maestà vedesti la predestinazione degli eletti da salvare per i meriti della tua Passione, e la riprovazione dei cattivi da condannare per i loro demeriti, e per l’abisso della tua compassione, per la quale in quel momento avesti pietà di noi peccatori perduti e disperati, e che hai mostrato al ladrone in croce, dicendo: “Oggi sarai con me in Paradiso”: ti prego, Gesù, che tu abbia misericordia di me nell’ora della mia morte. Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
SESTA ORAZIONE.
O Re amabile e amico tutto desiderabile, ricordati di quel dolore, che avesti, quando nudo e miserabile pendesti in croce, e tutti i tuoi amici e conoscenti furono contro di te, e non trovavi nessuno che ti consolasse se non la sola tua diletta Genitrice, che nell’amarezza dell’anima sua stava fedelissima presso di te, e che consegnasti al tuo Discepolo, dicendo: “Donna, ecco tuo figlio”.
Ti prego, piissimo Gesù, per la spada di dolore, che allora trafisse la sua anima, di avere compassione di me in tutte le mie tribolazioni e afflizioni corporali e spirituali, e dammi consolazione nel tempo della tribolazione, e nell’ora della mia morte, Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
SETTIMA ORAZIONE.
O Gesù, fonte di inesauribile pietà, che spinto da intima commozione in croce hai detto: “Ho sete”, intendendo della salvezza del genere umano, accendi, ti prego, i desideri dei nostri cuori verso ogni azione perfetta, e raffredda ed estingui totalmente in noi la sete della concupiscenza carnale, l’ardore dei diletti mondani. Amen
Padre nostro, Ave Maria.
OTTAVA ORAZIONE.
O Gesù, dolcezza dei cuori, e grande soavità delle menti, per l’amarezza dell’aceto e del fiele che per noi hai assaggiato, concedici nell’ora della nostra morte di ricevere degnamente il tuo Corpo e Sangue a rimedio e consolazione delle nostre anime. Amen
Padre nostro, Ave Maria.
NONA ORAZIONE.
O Gesù, virtù regale, e gioia della mente, ricordati dell’angoscia e del dolore che hai patito, quando davanti all’amarezza della morte e all’insulto dei Giudei con gran voce ti sei dichiarato abbandonato da Dio Padre, dicendo: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Per questa angoscia, ti chiedo di non abbandonarci nelle nostre angosce, Signore Dio nostro, Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
DECIMA ORAZIONE.
O Gesù, alfa e omega, vita e virtù in ogni tempo, ricordati, ché dalla sommità del capo fino alla pianta del piede ti sei immerso per noi nell’acqua della tua Passione.
Per la larghezza e la lunghezza delle tue ferite, insegna a me, troppo sommerso dai peccati, a custodire nella vera carità il tuo grande comandamento, Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
UNDICESIMA ORAZIONE.
O Gesù, abisso di profondissima misericordia, ti prego per la profondità delle tue ferite, che trapassarono l’interno delle tue ossa e delle tue viscere, che tu faccia riemergere me sommerso nei peccati, e mi nasconda dallo sguardo della tua ira nelle aperture delle tue ferite, finché passi la tua collera Signore. Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
DODICESIMA ORAZIONE.
O Gesù, specchio di verità, segno di unità e vincolo di carità, ricordati della moltitudine delle tue innumerevoli ferite, dalle quali fosti ferito dalla sommità del capo fino all’estremità del piede, e arrossato dal tuo SS. Sangue, che enormità di dolore hai sopportato per noi nella tua virginea carne! Pio Gesù, cos’altro dovevi fare e non hai fatto?
Scrivi, ti prego, o Gesù pio, tutte le tue ferite nel mio cuore, con il tuo preziosissimo Sangue, affinché in quelle legga il tuo dolore e la morte, affinché io perseveri continuamente in rendimento di grazie fino alla fine, Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
TREDICESIMA ORAZIONE.
O Gesù, leone fortissimo, Re immortale e invincibilissimo, ricordati del dolore, che hai patito, quando tutte le forze del cuore e del tuo corpo ti vennero completamente meno, e reclinato il capo dicesti: “Tutto è compiuto”.
Per questa angoscia e dolore abbi pietà di me nell’ultimo compimento della mia morte, quando l’anima mia sarà inquieta, e il mio spirito turbato. Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
QUATTORDICESIMA ORAZIONE.
O Gesù, Unigenito del Padre altissimo, splendore e immagine della sua sostanza, ricordati della ferma raccomandazione, con cui hai affidato il tuo spirito al Padre, dicendo: “Nelle tue mani, Signore, consegno il mio spirito”. E lacerato il corpo, squarciato il cuore, spalancate le viscere della tua misericordia per redimerci, con un alto grido, spirasti.
Per questa preziosissima morte ti prego, Re dei Santi, rafforzami nel resistere al diavolo, al mondo, alla carne e al sangue, affinché morto al mondo viva per te, e nell’ultimissima ora della mia morte accogli il mio spirito esule e pellegrino che ritorna a te. Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
QUINDICESIMA ORAZIONE.
O Gesù, vite vera e feconda, ricordati della straripante e abbondante effusione del tuo Sangue, che hai abbondantemente versato come spremuto da un grappolo d’uva, quando in croce pigiasti da solo il torchio, e, dal fianco percosso da lancia di soldato, ci offristi sangue ed acqua, così che non rimanesse in te nemmeno una piccolissima goccia, e infine fosti sospeso in alto come un fascetto di mirra, e la tua delicata carne venne meno, e il fluido delle tue viscere si disseccò, e il midollo delle tue ossa appassì.
Per questa amarissima Passione, ed effusione del prezioso Sangue, pio Gesù, ti prego, accogli l’anima mia nell’agonia della mia morte, Amen.
Padre nostro, Ave Maria.
CONCLUSIONE.
O Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, accogli questa preghiera in quell’amore straordinario, nel quale hai sopportato tutte le ferite del suo santissimo Corpo, e abbi pietà di me tuo servo, e a tutti i peccatori, e a tutti i fedeli sia vivi che defunti dà misericordia, grazia, perdono e vita eterna, Amen.
